Erriadh: la sinagoga della Ghriba e i murales di Djerbahood
Erriadh è un piccolo villaggio pochi chilometri a sud di Houmt Souk, ma riunisce due dei luoghi più famosi di Djerba: la Ghriba, considerata una delle sinagoghe più antiche del mondo, e Djerbahood, il museo a cielo aperto creato nel 2014 da artisti di strada di tutto il mondo.
Informazioni verificate il 6 ottobre 2026 sulle fonti indicate in fondo alla pagina.
In breve
- La Ghriba: sinagoga meta di un pellegrinaggio annuale, visitabile con controlli di sicurezza e abiti coprenti.
- Djerbahood: circa 250 murales di 150 artisti di 30 paesi, sui muri del villaggio.
- Quanto tempo: 2-3 ore per entrambi.
- Da abbinare: Houmt Souk a nord e i vasai di Guellala a sud.
La sinagoga della Ghriba
Secondo la tradizione, la Ghriba fu fondata da sacerdoti fuggiti da Gerusalemme dopo la distruzione del Primo Tempio, nel 586 a.C., che portarono con sé una pietra del Tempio. Una leggenda locale lega invece il nome, "la solitaria", a una giovane straniera vissuta isolata nel villaggio. L'edificio attuale risale alla fine dell'Ottocento e sorge dove esisteva un edificio molto più antico.
L'interno è formato da due sale comunicanti, decorate con piastrelle di ceramica blu, vetrate e legni dipinti. Ogni anno, per la festa di Lag BaOmer, il 33° giorno tra Pesach e Shavuot, di solito in maggio, la Ghriba accoglie un pellegrinaggio che richiama ebrei da tutto il mondo.
La sinagoga è stata colpita da attentati nel 1985, nel 2002 e nel 2023. Oggi è sorvegliata: all'ingresso ci sono controlli di sicurezza e si chiede di coprire spalle e gambe e di togliere le scarpe nella sala di preghiera.
Djerbahood, il museo a cielo aperto
Nell'estate del 2014 la galleria parigina Itinerrance, diretta da Mehdi Ben Cheikh, invitò a Erriadh circa 150 artisti di strada di 30 paesi. Con il permesso degli abitanti dipinsero circa 250 opere sui muri, sulle porte e sulle cupole delle case del villaggio. Il progetto ha avuto un'eco internazionale e ha trasformato Erriadh in una delle mete più visitate dell'isola.
I murales si scoprono passeggiando senza fretta tra i vicoli. Sono opere all'aperto: alcune sono sbiadite con gli anni, altre sono state ridipinte. Le case sono abitate, quindi rispettate la riservatezza di chi ci vive.
Il villaggio
Erriadh è l'antica Hara Seghira, il "piccolo quartiere" ebraico dell'isola, mentre Hara Kebira, il "grande quartiere", è oggi parte di Houmt Souk. Oltre ai murales conserva l'architettura tradizionale djerbina, con case basse imbiancate, cortili interni e cupole. Alcune abitazioni tradizionali sono diventate case d'ospiti, per chi preferisce dormire lontano dagli alberghi della costa.
Come organizzare la visita
- Come arrivare: in taxi o in auto da Houmt Souk o dalla zona turistica.
- Quando: la mattina o nel tardo pomeriggio, perché i murales si vedono camminando sotto il sole. Nei giorni del pellegrinaggio la Ghriba è molto affollata e i controlli sono più severi.
- Abbigliamento: spalle e gambe coperte per la sinagoga; scarpe comode per i vicoli.
- Da abbinare: la mattina Houmt Souk, il pomeriggio Erriadh e poi Guellala, il villaggio dei vasai.
Storia della comunità ebraica e degli altri villaggi dell'isola sono nella guida all'isola di Djerba; un programma di più giorni è in vacanze a Djerba.
Fonti
- Wikipedia, El Ghriba Synagogue: tradizione, edificio, pellegrinaggio, attentati.
- Wikipedia, Djerbahood: anno, organizzazione, artisti e opere.
- Wikipedia, Djerba: Hara Kebira, Hara Seghira e comunità ebraica.