Isola di Djerba: paesaggio, storia e villaggi
Djerba è un'isola piatta e assolata di fronte alla costa meridionale della Tunisia, a poca distanza dal confine con la Libia. È nota per le spiagge della costa orientale, ma anche per qualcosa di più raro: un modo di abitare il territorio rimasto quasi intatto per secoli, che dal 2023 è patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Dati verificati il 6 ottobre 2026 sulle fonti indicate in fondo alla pagina.
Carta d'identità dell'isola
- Dimensioni: 514 km², circa 27 km per 26, con 125 km di costa.
- Abitanti: 163.726 al censimento del 2014; il centro principale è Houmt Souk.
- Collegamenti: una strada rialzata di origine romana verso Zarzis e il traghetto tra Ajim e Jorf; l'aeroporto è Djerba-Zarzis.
- Patrimonio UNESCO: dal 18 settembre 2023, come testimonianza di un modello di insediamento insulare.
- Nome antico: Meninx; per la tradizione è l'isola dei Lotofagi dell'Odissea.
L'isola e il paesaggio
Djerba è quasi del tutto pianeggiante. L'interno è una campagna di palme, ulivi e piccoli orti divisi da muretti e siepi; la costa alterna lunghe spiagge di sabbia chiara, soprattutto a est tra Sidi Mahrez e Aghir, a lagune basse e saline.
L'acqua è sempre stata scarsa: piove poco e non ci sono fiumi. Per questo gli abitanti hanno costruito cisterne per raccogliere la pioggia e hanno distribuito le case nella campagna invece di concentrarle in grandi città. L'unità tipica è il menzel, una proprietà familiare con l'abitazione, l'orto e il pozzo o la cisterna. La casa vera e propria, l'houch, è chiusa verso l'esterno e organizzata intorno a un cortile, con muri imbiancati a calce e piccole cupole.
Per temperature, mare e piogge mese per mese leggete la pagina sul clima di Djerba.
Il patrimonio UNESCO
Il 18 settembre 2023 il Comitato del patrimonio mondiale, riunito a Riyad, ha iscritto nella lista UNESCO il sito Djerba: testimonianza di un modello di insediamento in un territorio insulare. Non è un singolo monumento ma un insieme di luoghi sparsi sull'isola.
Secondo l'UNESCO, questo modello si è sviluppato intorno al IX secolo in un ambiente semiarido e povero d'acqua. La sua caratteristica è la bassa densità: l'isola era divisa in quartieri autosufficienti, collegati tra loro e ai luoghi di culto e di commercio da una fitta rete di strade. Moschee, sinagoghe, menzel, botteghe di vasai e piccoli porti fanno parte dello stesso sistema.
Storia
Nell'antichità l'isola si chiamava Meninx, come la sua città principale. Alla fine del II secolo i Romani costruirono la strada rialzata che ancora oggi la collega al continente vicino a El Kantara, probabilmente sui resti di un passaggio punico più antico. La sua lunghezza è indicata tra 6 e 7,5 km secondo le fonti.
Dopo la conquista araba Djerba divenne uno dei centri dell'ibadismo, una corrente dell'Islam distinta da sunniti e sciiti, presente anche in Oman, nella valle del M'zab in Algeria e nel Jebel Nafusa in Libia. Molte delle piccole moschee sparse nella campagna appartengono a questa tradizione.
La posizione al centro del Mediterraneo ha reso l'isola contesa per secoli tra Normanni di Sicilia, Aragonesi, Spagnoli e Ottomani. Nel 1560, davanti alla fortezza di Borj El Kebir, la flotta ottomana guidata da Piyale Pascià e dal corsaro Dragut sconfisse una flotta cristiana guidata dalla Spagna. Con i resti dei caduti fu eretta una torre di teschi, il Borj er-Rous, rimasta in piedi fino alla metà del XIX secolo; il luogo è oggi ricordato da un monumento a Houmt Souk.
La comunità ebraica e la Ghriba
Djerba ospita una delle comunità ebraiche più antiche del mondo arabo, raccolta storicamente in due villaggi: Hara Kebira, oggi un quartiere di Houmt Souk, ed Erriadh, l'antica Hara Seghira. Sull'isola ci sono ancora 14 sinagoghe.
La più famosa è la Ghriba, a Erriadh. Secondo la tradizione fu fondata da sacerdoti fuggiti da Gerusalemme dopo la distruzione del Primo Tempio, nel 586 a.C., con una pietra portata dal Tempio. L'edificio attuale risale alla fine dell'Ottocento ed è decorato con piastrelle di ceramica blu. Ogni anno, per la festa di Lag BaOmer, ospita un pellegrinaggio che richiama ebrei da tutto il mondo. La sinagoga è stata colpita da attentati nel 2002, con 21 morti, e nel 2023: le visite sono possibili, con controlli di sicurezza all'ingresso.
Houmt Souk e gli altri centri
Houmt Souk, il capoluogo, è costruita intorno al suo mercato coperto: tessuti, gioielli d'argento, ceramiche, stuoie e cesti. Nel centro si trovano gli antichi fondouk, i caravanserragli dove alloggiavano mercanti e animali, e sul mare la fortezza di Borj El Kebir. Il porto è uno dei punti di partenza delle gite in barca verso la penisola di Ras Rmel, frequentata dai fenicotteri.
- Midoun è il secondo centro dell'isola, alle spalle della zona turistica della costa orientale, con un mercato settimanale molto frequentato.
- Erriadh, oltre alla Ghriba, ospita Djerbahood: nel 2014 artisti di strada da tutto il mondo hanno dipinto i muri del villaggio, oggi un museo a cielo aperto.
- Guellala, sulla costa sud, è il villaggio dei vasai: le botteghe lavorano ancora l'argilla locale e il museo del patrimonio racconta tradizioni e costumi dell'isola.
- Ajim, a sud-ovest, è il porto del traghetto per Jorf e un centro storico della pesca delle spugne.
Organizzare la visita
Per la scelta della zona e dei giorni leggete vacanze a Djerba; per voli e trasferimenti come arrivare a Djerba; documenti, valuta e numeri utili sono nelle informazioni pratiche. Da Djerba si raggiungono in giornata gli ksour e le oasi della Tunisia del sud.
Fonti
- UNESCO World Heritage Centre, Djerba: Testimony to a settlement pattern in an island territory: iscrizione del 2023 e descrizione del sito.
- Wikipedia, Djerba: superficie, costa, censimento 2014, sinagoghe, Djerbahood.
- Wikipedia, El Ghriba Synagogue: tradizione, edificio, pellegrinaggio, attentati.
- Wikipedia, Djerba-Zarzis Roman Causeway Bridge: origine e lunghezza della strada romana.
- Wikipedia, Gerba: battaglia del 1560 e torre dei teschi.